Pittatore Pier Giuseppe Az. Agr.
Via Preda, 9 - 12060 Barolo (Cn)
Tel. 0173/56110 - Fax: 0173/56110

Anno di fondazione: 1910
Proprietà: Pier Giuseppe Pittatore con l’aiuto della moglie Giuseppina e del figlio Massimo

INFORMAZIONI

Ettari vitati complessivi: 3,53
Ettari vitati a Nebbiolo da Barolo: 2,60
Nome dei vigneti : Coste di Rose ettari 0,84 Preda ettari 1,73
Età dei vigneti: 1988
Possibilità di visite in azienda: SI (su preavviso telefonico)
Vendita diretta in azienda: SI
Strutture di accoglienza in azienda: No

Collocazione dell'azienda:
nella parte bassa di Barolo prendendo la strada che dal centro storico porta sino ad Alba.
 
 

NOVITA'

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Vini prodotti: Barolo, Dolcetto, Barbera
Barolo prodotti e numero bottiglie: Unica tipologia 1.000 bt.
Prima annata di produzione di Barolo: 1968
Tipo di Barolo prodotto: Tradizionale
Barolo nonostante il suo nome altisonante e la sua fama universale dovuta, oltre che alla qualità intrinseca dei vini, alla capacità di comunicare di aziende di medie e grandi dimensioni, nella sua dimensione più autentica continua a rappresentare una realtà agricola e contadina fatta di vignerons che lavorano le vigne da una vita e che ben difficilmente, legati come sono alla loro terra e ad una faticosa esperienza quotidiana di lavoro, sono illuminati dalla luce della ribalta.
Uno di questi “non personaggi” che formano il tessuto connettivo e lo zoccolo duro della filiera produttiva barolesca è Pier Giuseppe Pittatore, 65 anni, che nella sua piccola cantina posta nell’appartata zona Preda di Barolo, ha raccolto dal nonno e dal padre il testimone e conduce in prima persona, occupandosi sia della vigna che della cantina (con l’aiuto della moglie Giuseppina e, nei ritagli di tempo della sua occupazione principale, del figlio Massimo), i tre ettari e mezzo di proprietà, uno a Barbera e Dolcetto e due e mezzo a Nebbiolo di Barolo, dell’azienda agricola familiare.
Figura di contadino integrale, di quelle che oggi si faticano ad incontrare, Pittatore, che in passato, prima della sua scomparsa, era aiutato dal fratello, lavora le vigne, 8000 metri nel cru Costa di Rose e un ettaro e settanta nel cru Preda (o Vignassa, come ama definirlo), tutte rinnovate a fine anni Ottanta, con lo stile di una volta, limitando i trattamenti al letame e a periodiche irrorazioni di verderame fatte a mano, avendo cura che si mantengano in perfetta forma e che producano una quantità di uva ragionevole a fare qualità.
Anche nella piccola, ma ben attrezzata cantina, il Barolo viene trattato da Pittatore come nei tempi antichi, con fermentazioni molto lunghe, anche di 35 – 40 giorni, e affinamento (dopo aver sperimentato, con risultati a suo avviso non soddisfacenti, la barrique) esclusivamente in botti da 25 quintali di rovere di Slavonia di 10-12 anni d’età.
La produzione, avviata negli anni Sessanta, con l’esordio nell’annata 1968, è molto piccola, con due-tremila bottiglie di Barolo vendute in cantina o affidate, per la commercializzazione, ad una ditta di Nizza Monferrato, e tutto il tempo necessario, lasciato ai vini, per maturare con calma e affinarsi e diventare il Barolo, schietto, dai tannini ruvidi e dalle acidità importanti, ma genuino, dell’antica tradizione, che a Barolo esiste ancora, anche nel 2004, basta cercarla, in piccole cantine come questa