Ferrero Bruno di Ferrero Giuseppe Az. Agr.
Via Novello, 7 - 12060 Barolo (Cn)
Tel. 0173/56201 - Fax: 0173/56201
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito internet: www.ferrerodabarolo.it

Anno di fondazione: 1996 su azienda esistente dal 1927
Proprietà: Ferrero Giuseppe

INFORMAZIONI

Ettari vitati complessivi: 10
Ettari vitati a Nebbiolo da Barolo: 3,5
Nome dei vigneti : Terlo 1,5, La Volta 0,850, S. Grato 0,400, Ciocchini 0,900
Possibilità di visite in azienda: SI (Possibilmente con preavviso)
Vendita diretta in azienda: SI

Collocazione dell'azienda:
si sale da Barolo verso Vergne, e poi si segue il bivio per Novello. La cantine è ospitata nella prima casa – cascina sulla destra.


 

NOVITA'

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Vini prodotti: Barolo docg, Barbera d'Alba doc, Dolcetto d'Alba doc
Barolo prodotti e numero bottiglie: 1996 2.000 bottiglie, 1997 1.500 bottiglie
Prima annata di produzione di Barolo: 1996
Tipo di Barolo prodotto: Tradizionale
I francesi li chiamerebbero “vin de garage”, mentre con il linguaggio anglosassone si dovrebbe parlare di “boutique winery”, e difatti i Ferrero, con le loro microproduzioni in bottiglia, (700 pezzi per il Barolo 2000 più 400 magnum, un migliaio per il Dolcetto d’Alba), proposte a partire dal 1989, si collocano nel solco di quelle produzioni di nicchia e per pochi fortunati che hanno fatto la fortuna di aziende mediatiche francesi o californiane. Anche se i prezzi di vendita in cantina (13 euro per il Barolo, 7 per la Barbera d’Alba, 4,5 per il Dolcetto d’Alba), sono assolutamente lontani dalle quotazioni da nababbi di quei vini amati da una stampa un po’ snob di lingua inglese.
Queste microproduzioni attuali, però, non rappresentano una scelta definitiva, ma costituiscono un’inevitabile tappa di passaggio tra il passato di questa azienda agricola, posta tra la collina di Vergne sopra Barolo e i primi vigneti di Novello, e il suo futuro, che dovrebbe prevedere un maggiore equilibrio tra la produzione, dai dieci ettari vitati di proprietà, di vino sfuso, appetito e acquistato con grande entusiasmo da fior di aziende imbottigliatrici della zona, e la commercializzazione, in bottiglia, con il proprio marchio, azienda agricola Giuseppe Ferrero.
L’azienda, nata nel 1927 per iniziativa di Donato Ferrero, che l’acquistò da Gastone di Mirafiore, nipote di Re Umberto, ha sempre visto la famiglia Ferrero, generazione dopo generazione, (oggi siamo alla quarta), alla testa, con il figlio Sabino Ferrero seguito dal padre Bruno, oggi tuttora attivo ed entusiasta centro motore della cantina, e dal figlio Giuseppe, entrato in azienda dal 1996 e fautore della svolta qualitativa e della scelta di affrontare la difficile sfida del mercato del vino in bottiglia.
Una certa prudenza, e la volontà di saggiare per bene le possibilità di trovare un proprio spazio, nel gremito panorama del Barolo, hanno sinora indotto i Ferrero, Giuseppe, ma soprattutto Bruno, a non andare oltre a piccolissimi quantitativi posti in commercio e commercializzati tra una clientela fedele, italiana e di lingua tedesca, che viene direttamente in azienda ad acquistarli.
Ma un po’ grazie alla qualità dei vini, che potrebbero tranquillamente essere tutti venduti sfusi, e soprattutto grazie al valore dei vigneti, su terreni con poca argilla e soprattutto sabbia e tufo, posti tutti attorno alla cantina, con il Nebbiolo quasi esclusivamente nel territorio del comune di Barolo (con i vigneti Terni e La Volta), e Dolcetto e Barbera in comune di Novello (vigneti San Grato e Ciocchini), vecchi vigneti lungamente lavorati a mano che assicurano naturalmente basse rese, e impianti più recenti, i Ferrero si stanno lentamente convincendo, pur senza abbandonare la vendita di vino sfuso, a privilegiare le produzioni in bottiglia.
Questo anche per merito di Armando Cordero, loro esperto e capace enologo consulente, (giunto alla 54a vendemmia), che li ha convinti a rendere le attrezzature della cantina, ampliata da pochi anni, più efficienti, a rinnovare il parco botti, (con fusti da 25 ettolitri di rovere di Slavonia costruite dal principe dei bottai italiani, Garbellotto), a prendere il coraggio a due mani e rischiare. Perché la fortuna aiuta immancabilmente gli audaci e perché il buon vino riesce sempre a trovare i propri canali per farsi conoscere e apprezzare.
Il Barolo proposto dai Ferrero, (in cantina è ancora disponibile un piccolo quantitativo dell’ottima annata 1996 e l’annata 2000 è stata imbottigliata a fine settembre e sarà in vendita per Natale), è di tipo rigorosamente tradizionale, con fermentazioni lunghe, nell’ordine dei 20 giorni, affinamento in grandi fusti di rovere, trattamenti e filtrazioni ridotti al minimo indispensabile. Esclusivamente acciaio per il Dolcetto d’Alba e un passaggio anche in fusti più piccoli, ma non nuovi, per la Barbera d’Alba, da vigne sia in territorio di Barolo che di Novello, che risalgono agli anni Cinquanta.