Brezza Giacomo e figli Az. Agr.
Via Lomondo, 4 -12060 Barolo (Cn)
Tel. 0173/560921 - Fax: 0173/560026
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito internet: www.brezza.it

Anno di fondazione: 1885
Proprietà: Brezza Enzo, Brezza Giacomo, Brezza Marco

INFORMAZIONI


Ettari vitati complessivi: 18
Ettari vitati a Nebbiolo da Barolo: 9

Nome dei vigneti:

 

Cannubi 1,40 ettari

Castellero 1,00 ettaro

Sarmassa e Bricco Sarmassa 2,50 ettari

Barolo Classico 4,00 ettari

Età dei vigneti: 8-50
Possibilità di visite in azienda: SI - La prenotazione è consigliata
Vendita diretta in azienda: SI - La prenotazione è consigliata
Strutture di accoglienza in azienda: Albergo e Ristorante
 

L'Azienda Agricola Brezza, proprietaria di vigneti in Barolo già dal 1885, è situata a pochi passi dal centro del piccolo comune di Barolo, immersa nei vigneti come anche l'adiacente Ristorante e Albergo di proprietà anch'esso della famiglia.

La conduzione dell'azienda si estende su di una superficie di 22 ettari di terreno dei quali seidici e mezzo a vigneto, e i vini sono tutti a DOCG Denominazione di Origine Controllata e Garantita o DOC Denominazione di Origine Controllata.

Vini prodotti:
  • Langhe Chardonnay
  • Langhe Rosato
  • Dolcetto d'Alba
  • Langhe Freisa Santa Rosalia
  • Barbera d'Alba Santa Rosalia
  • Barbera d'Alba Superiore
  • Nebbiolo d'Alba Santa Rosalia
  • Langhe Nebbiolo
  • Langhe Rosso
  • Barolo
  • Barolo Castellero
  • Barolo Cannubi
  • Barolo Sarmassa
  • Barolo Bricco Sarmassa
Barolo prodotti e numero bottiglie:

Barolo= 12.400 bottiglie

Barolo Castellero= 7.800 bottiglie

Barolo Cannubi= 7.800 bottiglie,

Barolo Sarmassa= 7.000 bottiglie,

Barolo Bricco Sarmassa= 3.200 bottiglie

                                     600 magnum

Prima annata di produzione di Barolo: 1885
Tipo di Barolo prodotto: Tradizionale
A furia di ripeterle, le affermazioni “il vino si fa in vigna” oppure “il patrimonio di un’azienda agricola, la sua forza, sono i suoi vigneti”, sono diventate così ovvie che hanno fatalmente perso gran parte del loro significato, banalizzate come sono da un uso inflazionistico.
Eppure, chi potrebbe contestare che la possibilità, per chi produce vino, di fare autentica qualità e di proporre vini dotati di un accento di verità, sia soprattutto legata, oltre che al savoir faire del vignaiolo e alla sua capacità di rispettare le caratteristiche dell’uva in cantina, alla materia prima disponibile, ovvero alla provenienza delle uve e alla locazione del vigneto ?
Pertanto, se parole come terroir hanno senso (e l’hanno, eccome), quando si ha la fortuna di operare a Barolo e di disporre di vigneti di proprietà che portano il nome di Cannubi, Castellero, Sarmassa, per il Nebbiolo da Barolo, oltre che di Fossati e San Lorenzo per il Dolcetto e di Cannubi Muscatel per la Barbera, si può ragionevolmente dire che il gioco è pressoché fatto, e che non produrre validi vini da simili uve e simili posizioni sarebbe non solo impossibile, ma quasi delittuoso.
Le cose, purtroppo, non sono così semplici, e in casa Brezza, dove hanno il privilegio, ma anche l’onere di confrontarsi e di lavorare quotidianamente con vigne dal nome tanto simbolico, e dove dai primi appezzamenti messi insieme da Giacomo Brezza a fine Ottocento, si è arrivati, imbottigliando per la prima volta (ad opera di Giacomo e del padre Antonio) nel 1910, agli attuali 18 vitati (quindici nel comune di Barolo, due in quello di Alba e uno nel comune di Monforte), e di cui 9 a Nebbiolo da Barolo, l’attuale quarta generazione, rappresentata da Enzo e Giacomo (e da Marco, che anche dopo la sua prematura tragica scomparsa nella primavera del 2004 costituisce un modello di riferimento, avendo chiaramente mostrato come e con quale intensità si dovesse lavorare), ne é pienamente consapevole. E cerca di proseguire, proprio come ha fatto per anni Oreste Brezza, impegnato anche sul fronte del ristorante che porta il nome della famiglia e dell’Hotel Barolo (e la cantina di vinificazione e di affinamento è situata proprio nella stessa struttura che accoglie tutte le loro attività legate a cibo, vino e ospitalità), un discorso di rispetto della migliore tradizione barolesca, con vinificazioni lunghe, affinamenti pazienti in grandi botti di rovere, produzione dei singoli cru solo nelle grandi annate, con la giusta e indispensabile apertura al nuovo. Assicurata anche da viaggi e da esperienze di lavoro fatte da Enzo Brezza nel Nuovo Mondo e di contatti con winemaker australiani.
Il risultato di questa sintesi di sensibilità e di esperienze diverse si traduce in vini che vogliono costantemente abbinare l’integrità, il rispetto delle uve e del vigneto d’origine, e la piacevolezza e facilità di lettura, e che per il Barolo, nelle annate dove la vendemmia si svolge in condizioni regolari, assicura 12.000 bottiglie del Barolo annata, 7-8000 del Castellero e del Cannubi, 7000 del Sarmassa e una quota ancora più piccola, 3.200 bottiglie + 600 magnum, del Barolo Bricco Sarmassa. Tutti vini che possono essere tranquillamente assaggiati, oltre ai Dolcetto e ai Barbera d’Alba, al Nebbiolo d’Alba e al Langhe Nebbiolo, al Langhe Chardonnay (unico bianco in un tripudio di rossi), e al raro Langhe Freisa Santa Rosalia, nel corso di degustazioni, con merenda, in cantina. Prima di passare magari a tavola e celebrare, come merita, con calma, il Re Barolo.